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Presentazione

La passione per l’astronomia è una malattia che può colpire a qualsiasi età. Da ragazzi come da adulti è possibile provare lo stesso tipo di attrazione verso il cielo stellato e sentire lo stesso sentimento di “terrore panico”  di fronte all’infinito. Personalmente credo di avere portato dentro di me i germi di questa malattia sin dalla più tenera età; da quando cioè, bambino di cinque o sei anni, passavo ore intere a guardare incantato, a testa in su, il cielo notturno tempestato di stelle della località montana in cui trascorrevo i mesi estivi. Era il 1962 o giù di lì e, allora, di inquinamento luminoso ancora non parlava nessuno. Allora, lassù, non avevamo nemmeno l’illuminazione pubblica notturna ed è ancora vivido in me il ricordo di un cielo più nero della pece da un orizzonte all’altro e di una Via Lattea così splendente da fare paura! Un cielo che oggi, purtroppo, non è più possibile ammirare nemmeno lì.

via lattea


Col passare del tempo il mio interesse per l’astronomia non si è affievolito, anzi. All'inizio degli anni '90 del secolo scorso avevo conosciuto alcuni amici con la mia stessa passione. Con essi, a Messina, la mia città, ho fondato un gruppo di astrofili: Il G.A.P (Gruppo astrofili Peloritani). Con questo gruppo ho vissuto un’intensa attività di osservazioni visuali, riprese fotografiche e divulgazione delle scienze astronomiche sia nelle scuole cittadine sia anche verso un pubblico più ampio, in occasione di eventi particolari. Siamo stati delegazione U.A.I. (Unione Astrofili Italiani) per diversi anni ed abbiamo organizzato un Congresso Nazionale U.A.I. in Sicilia nel 1995 (nella località di Pollina - PA).

pollina

Mitici sono stati i campi astronomici estivi che ci hanno visto soggiornare nei posti più adatti alla fotografia del profondo cielo, dal Pollino alle Madonie,  passando per la Sila,  l’Aspromonte, i Peloritani e i Nebrodi. Tutte le cime, dalla Basilicata alla Sicilia, sono state  testate da noi, usufruendo di rifugi della forestale o di agriturismi... anche se spesso il bottino di riprese fotografiche non era esaltante: solo chi fa foto astronomiche sa quanti imprevisti si frappongono tra le buone intenzioni e i risultati concreti. Credo che l'astrofotografia sia uno degli hobby con il più alto numero di variabili che possono rovinare il lavoro di una notte. Al tempo dell'analogico a volte si inceppava la pellicola dentro la macchina fotografica, adesso magari si pianta il computer e tutto si blocca. Senza dimenticare gli improvvisi annuvolamenti (quante volte!), l'amico astrofilo che, passando, ti strappa il filo dell'alimentazione (magari negli ultimi minuti di una posa durata ore!) o l'aver dimenticato un accessorio fondamentale (dalla pellicola al treppiede, passando per la barra contrappesi). Quando succedono questi imprevisti giuri che domani getti via tutto e ti metti a raccogliere i francobolli! Invece, poi, la prossima luna nuova sei ancora in trincea, sperando di essere un po' più fortunato. In ogni caso resta il ricordo di notti spese ad ammirare cieli ancora quasi incontaminati in compagnia di amici veri.


A proposito di amici, per concludere, non posso non ricordare e ringraziare almeno alcuni di essi, che mi hanno supportato e sopportato (e ancora mi sopportano) per tutto questo tempo: Nicola Guglielmo e Franco Laganà, gli amici di sempre, con cui ho, soprattutto, condiviso la mia (altra) passione per la fotografia naturalistica. Ernesto Amato, Giovanni Calapai, Sebastiano Recupero, Massimiliano De Pasquale e Giovanni Bartolini, compagni di tante notti insonni, alla ricerca della foto più bella.

                                                                                                                                                              Marcello De Luca

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